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La Grecia Salentina comprende Calimera, Sternatia, Zollino, Melpignano, Corigliano d'Otranto, Castrignano dei Greci, Martano, Martignano, Soleto.
Per alcuni dall'influenza della Grecia classica, per altri da quelli di epoca bizantina, esistono, ancora oggi nel Salento, 9 paesi che parlano il greco: Calimera, Sternatia, Zollino, Melpignano, Corigliano d'Otranto, Castrignano dei Greci, Martano, Martignano, Soleto.
Essi costituiscono la Grecìa Salentina.
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Territorio |
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La lingua che vi si parla è una derivazione del greco: il Grico.
Se andate a visitarli, nelle "case a corte" potrete sentire cantare le antiche canzoni e filastrocche in Grico, oppure, i "morolia", studiati dai filologi di tutta l'Europa.
Il territorio della Grecìa Salentina è stato riconosciuto minoranza linguistica.
Nei nove paesi che compongono la minoranza linguistica della Grecìa salentina, si respira un'atmosfera rarefatta, carica dei ricordi di un antico passato oggi riscoperto.
Le sue architetture, per lo più semplici e dettate dalle esigenze del mondo contadino, si arricchiscono spesso di solenni monumenti.
Così, accanto alle semplici e geniali case a corte, espressione concreta del concetto filosofico di chora, svettano i campanili delle chiese; accanto alle pozzelle, cisterne pubbliche costruite per sopperire alla cronica sete delle campagne di Puglia, si ergono i superbi castelli ed i palazzi baronali.
L'atmosfera che vi si respira è sospesa tra il Medioevo e l'Oriente, tra le corti risuonano le antiche filastrocche in griko
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Il Griko e la Musica Popolare |
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La lingua grika è, oggi, il risultato di secoli di sovrapposizione culturale, che ha alterato alcuni degli elementi originari, fondendoli con le lingue dei contesti in cui il Griko si parlava.
I dialoghi sono la testimonianza di una lingua ancora viva che, da un lato, va perdendo progressivamente, soprattutto nel lessico, le sue peculiarità; dall'altro, continua ad assimilare nelle sue strutture gli apporti linguistici esterni, dando luogo a volte a curiosi fenomeni.
La guida linguistica si propone di organizzare (e magari introdurre gradualmente al griko chi ne sia ignaro) il materiale linguistico rimasto: lessico e strutture grammaticali e sintattiche.
Tale organizzazione, non ha intenti filologici, non vuol cogliere dipendenze dal greco antico né evidenziare nessi o analogie di sviluppo col greco moderno; molto più semplicemente e modestamente prende in esame il griko nella sua autonomia ed assolutezza.
Il vocabolario raccoglie il lessico ancora utilizzato, o quanto meno ancora ricordato.
Esso può in questo modo documentare le tappe del progressivo impoverimento del griko.
In secondo luogo, si vuole rispondere ad una esigenza di carattere antropologico-culturale, registrando, sia attraverso i dialoghi, sia con qualche nota di approfondimento che si è ritenuto utile aggiungere per esplicitare meglio alcuni riferimenti, valori, credenze, modelli di relazioni sociali che hanno caratterizzato la vita delle comunità grike fino ai primi decenni del '900, periodo che può essere concretamente indicato come "il passato".
Infine, si è avvertita la necessità di trasmettere, oltre al testo scritto, i suoni del griko, difficilmente resi con fedeltà nella trascrizione fonetica (scartato l'uso dell'alfabeto fonetico internazionale, accessibile solo agli studiosi).
Fiabe e racconti, e gran parte dei canti, sono anonimi, trasmessi oralmente per secoli e raccolti dalla voce del popolo, in gran parte a cura di V.D. Palumbo.
Alcuni canti e gli esempi di dialogo sono d'Autore.
Per le Foto e la descrizione si ringrazia www.greciasalentina.org
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