Grotta Zinzulusa Castro Marina (Puglia)

La grotta della Zinzulusa è situata a circa 2 km a nord dell'abitato di Castro Marina (catasto n. 107 Pu; 40° 00'40"N - 5° 58'44"E dal meridiano di Roma).

Lunghezza dell'itinerario turistico circa 150 m; la restante parte della grotta, compreso "Il Cocito" ed il nuovo percorso recentemente scoperto, è area biologicamente protetta e vi si può accedere, previa autorizzazione, solo per motivi di studio e di ricerca.

  • Per soggiornare in vacanza a Castro marina e per organizzare delle visite guidate alla Grotta Zinzulusa, consigliamo di contattarci via email email info@salento.it
  • E' gestita dal Comune di Castro ed e' visitabile tutto l'anno, condizioni del mare permettendo. 

  • Per orari, visite e informazioni sulla Piscina, potete fare riferimento al Comune di Castro Marina (Lecce - Puglia).


 


La grotta Zinzulusa di Castro marina, per la sua eccezionale diversità biologica, è l'unica grotta italiana annoverata nel 1999 dal KWI (Karst Water Institute (Charles Town WV, U.S.A.) tra i primi 10 sistemi carsici mondiali a rischio ("most endangered") e meritevoli di appropriata tutela.

La Zinzulusa, una delle più famose ed importanti manifestazioni del carsismo costiero italiano, ed eccezionale "hotspot" di biodiversità sotterranea, si affaccia con una maestosa apertura sul mare, lungo la litoranea tra Castro Marina e Santa Cesarea Terme a Sud di Otranto, in provincia di Lecce.

La grotta Zinzulusa è visitata, in media, da oltre 100.000 visitatori all'anno.

La grotta Zinzulusa, originatasi durante il Pliocene (Tirreniano) a seguito di intensi processi di erosione marina che interessarono l'intera Penisola Salentina, si articola in tre parti geomorfologicamente distinte.

La prima, che si estende dall'ampio ingresso sino alla Cripta, è scavata in calcari compatti dell'Eocene e risulta caratterizzata da una grande varietà di stalattiti e stalagmiti e numerosi fenomeni di crollo della volta;

in questa parte si può osservare la prima importante manifestazione idrologica della grotta, "La Conca", invasa da acque limpidissime in cui si riscontrano componenti marine e dulciacquicole, queste ultime provenienti da microfessurazioni presenti nella porzione più interna della cavità.

La seconda parte, che si estende dalla Cripta sino all'ampia cavità denominata "Il Duomo", mostra una tipica morfologia erosiva risalente al Cretacico;

in questa parte della grotta la roccia si presenta meno compatta rispetto alle antistanti formazioni eoceniche e più evidenti risultano gli esiti dell'intensa azione erosiva delle acque interne;

inoltre, le stalattiti e le stalagmiti diminuiscono, come pure non si osservano evidenti fenomeni di crollo.

Infine, la parte terminale, anch'essa ricavata in rocce cretaciche, ospita le acque limpidissime del "Cocito" la cui natura anchialina è dimostrata dalla evidente stratificazione tra una lente superficiale più fredda e dolce ed un livello sottostante più caldo e salmastro.

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