San Cataldo è una delle
marine di
Lecce.
San Cataldo oggi è riserva naturale biogenetica statale istituita nel 1977, fa parte del territorio comunale di Lecce.
Importante la presenza del pino d'Aleppo.
Un tempo San Cataldo era il porto della città di Lecce, porto Adriano, dal nome dell'imperatore che lo aveva fatto costruire.In realtà agli inizi dell’Ottocento l’antico porto di Adriano e tutta la zona circostante erano quasi stati dimenticati, poi una strada e una linea ferroviaria elettrica collegarono la località marina al centro urbano di Lecce.
Dunque la bonifica della costa con il rimboschimento.
E’ così che la località di san Cataldo è divenuta la marina dei leccesi e sempre più una località a vocazione turistico - balneare.
Anche San Cataldo in passato vantava la presenza di una torre costiera, che doveva sorgere nei pressi dell'attuale faro, purtroppo però andò in rovina ai primi del secolo XIX per una mina della marina inglese.
In questo tratto di
litorale Salentino la
costa è bassa, e la
spiaggia di sabbia bianca si alterna alla roccia.
Il mare di San Cataldo, marina di Lecce è pescosissimo, non ci sono particolari attrazioni paesaggistiche, salvo una fitta pineta che giunge a ridosso del mare.
I fondali di San Cataldo, Lecce non superano mai i 4 m. di profondità, le piccole anse sabbiose sono ricoperte di pini e rigogliosi eucalipti.
Interessanti invece sono i ruderi sommersi: i resti dell’antico porto romano (porto Adriano) e la cosiddetta “chiesa sommersa”.
Si tratta di blocchi di pietra che si allungano in mare per decine di metri.
Ci sono ancora le colonnine di ormeggio dell’antico porto, fatte di marmo e granito.
Oggi un piccolo porto e un cantiere per le riparazioni consentono l'ormeggio di piccole imbarcazioni turistiche.
A circa 3 km prima di arrivare a San Foca e poi a Torre dell'Orso troviamo l'importante oasi naturale delle Cesine.